GUIDA IN STATO DI ALTERAZIONE PSICO-FISICA

 

Abbiamo più volte sottolineato l’importanza di valutare con scientificità la presupposta alterazione psico-fisica alla guida sotto l’effetto di THC.
Pubblichiamo quindi la notizia di una nuova uscita editoriale dedicata al problema, in un momento in cui “l’omicidio stradale” inizia a diventare una probabile realtà giuridica.
Sappiamo che l’ignoranza sul tema è devastante e pochi giudici e avvocati conoscono la caratteristica liposolubile del THC e a questo proposito invitiamo tutti i consumatori coscienti e responsabili a contestare, qualora fossero coinvolti in incidenti stradali, il presupposto stato di alterazione, come invitiamo gli avvocati che ci leggono a portare avanti con coraggio nei tribunali una decisa difesa a simili accuse, supportata da prove scientifiche.


E’ da poco uscito il volume “Guida in stato di alterazione psico-fisica. L’esempio della Cannabis” (ed. SEEd) del dott. Elio Santangelo, medico specialista in Medicina legale e delle assicurazioni presso gli Ospedali Riuniti di Trieste.

Con linguaggio chiaro e accessibile, Santangelo riesce a proporre una panoramica completa e approfondita sullo stato dell’arte della normativa italiana e delle conoscenze scientifiche sugli effetti della Cannabis alla guida.

Se infatti degli effetti disabilitanti dell’alcool sulla guida sono meglio conosciuti e da più tempo studiati, e la loro misura è (più) facilmente accertabile in base ad esami ematici ed etilometrici, scrive l’autore, “non esiste ancora una unanime posizione circa la possibilità di correlare determinate concen­trazioni ematiche di una certa sostanza psicoattiva (come può essere il caso della cannabis) agli effetti prodotti sulla guida e ai quadri di diminuzione di performance e disabilità corrispondenti alla definizione di “guida in stato di alterazione psico fisica”.

In breve, la mera presenza di cannabinoidi rilevata non corrisponde necessariamente ad uno stato di alterazione psico-fisica. Contrariamente all’alcool, per esempio, la positività alla cannabis rilevata con accertamenti strumentali laboratoristici può perdurare per un tempo variabile in base alla matrice biologica indagata (sangue, saliva, urine, capello) e, di conseguenza, non correlarsi in modo univoco ad una attuale condizione di disabilità.

Ecco che diventa centrale l’accertamento (oltre che laboratoristico, anche dal punto di vista clinico) dell’alterazione psico-fisica al momento in cui si è al volante. E’ l’alterazione, e non la mera presenza di cannabinoidi, ciò che rileva giuridicamente nei procedimenti amministrativi e soprattutto penali che conseguono ad un controllo positivo richiesto dalle autorità di polizia stradale.

L’interpretazione degli esami tossicologici diventa quindi elemento centralissimo, interpretazione che deve sempre essere effettuata in base alla miglior scienza. Ed è questa miglior scienza di cui l’autore ci offre una ottima sintesi, accompagnata da una ricca bibliografia per chi vorrà approfondire i numerosi studi e saggi citati.

Guida in stato di alterazione psico-fisica. L’esempio della Cannabis è una utilissima guida per chi vuole approfondire, e, a nostro avviso, un must per quei legali che si trovano a difendere chi è accusato talvolta ingiustamente di guida sotto l’influenza della cannabis.

Scrivi commento

Commenti: 0