E-cig. Studio dell'Acsh conferma la loro efficacia nella riduzione del rischio dei fumatori

 

 

lo studio “Nicotine & Health”, pubblicato dall’American Council on Science and Health, nell’evidenziare che è il fumo di tabacco a provocare cancro e morte e non la nicotina in sé, trae la conclusione che “i fumatori che passano alle sigarette elettroniche possono ridurre l’inalazione di sostanze tossiche approssimativamente del 99%”.

LO STUDIO

 

21 FEB - Mentre si attende che in Italia il Tar faccia chiarezza su accise e regimi monopolistici per le sigarette elettroniche, dagli Stati Uniti arriva un nuovo segnale di incoraggiamento per il comparto e-cig con lo studio dal titolo “Nicotine & Health” pubblicato dall’American Council on Science and Health. Nell’evidenziare che è il fumo di tabacco a provocare cancro e morte e non la nicotina in sé, lo studio trae la conclusione che “i fumatori che passano alle sigarette elettroniche possono ridurre l’inalazione di sostanze tossiche approssimativamente del 99%”.
 
Lo studio si esprime anche sull’esposizione passiva al vapore delle e-cig, affermando esplicitamente che l’uso di sigarette elettroniche in mezzi pubblici o contesti affollati non ha effetti rischiosi per la salute – benché possa dare fastidio a chi si trova vicino - poiché una sigaretta elettronica rilascia solo 0,000003 grammi di nicotina (3 mcg) per metro cubo di aria, quantità rintracciabile solo da apparecchiature di laboratorio.
L’Acsh ha affermato inoltre che è pressoché vicino allo zero anche il rischio che lo “svapo” porti al vizio del fumo di sigaretta: meno dello 0,5% di chi non ha mai fumato utilizza sigarette elettroniche e una percentuale ancora inferiore è passata dalle e-cig alle sigarette vere.

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